24 / 09
2013

La borsa come simbolo femminile

di Andrea Scotti


Foto: Longchamp

Sorseggiavo un caffè in piazza Riforma, mentre accanto si siede una signora. Incuriosito noto quanto affetto dedichi alla sua borsetta, appoggiata sulla sedia come fosse una persona in carne ed ossa, al che mi domando quale siano i motivi che portano questo oggetto a ricoprire un ruolo così importante nell’universo femminile.
Nel medioevo la borsa era un simbolo maschile di ricchezza e virilità, legata all’invenzione del denaro e al bisogno trasportarlo. I primi modelli erano realizzati in cuoio (dal greco: byrsa).
In seguito la storia della borsa, è strettamente legata alle conquiste sociali del “gentil sesso”.
Con l’affermarsi del pensiero razionale e laico comincia a cambiare il ruolo della donna nella società.
In particolare durante la rivoluzione francese e industriale al grido di libertà, uguaglianza e fraternità la donna intraprende un percorso di emancipazione che la porterà a viaggiare liberamente, uscire da sola e lavorare. In questo periodo i vestiti si semplificano e appaiono le prime borse a tracolla utili a trasportare oggetti come ventagli, trucchi, portacipria, profumi ecc…

Quindi è chiaro che la borsa non è un oggetto superfluo da esibire in pubblico. Attraverso questo oggetto, le donne identificano il proprio status symbol da esibire, offrendo sicurezza in loro stesse e preservando comunque i loro segreti.

Il vero ornamento della donna è nella sua indole, la sua purezza. (Mahatma Gandhi)