10 / 10
2013

Neues Museum - La casa della Regina

di Mattia Tami


Foto: Staatliche Museen zu Berlin, foto di Achim Kleuker

Berlino è una città che presenta un mix di monumenti e costruzioni contemporanee sorte dalle macerie dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. L’arcipelago dei musei Berlinesi, che è parte del patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO, ospita cinque musei di importanza internazionale nello spazio di pochi ettari. Tra questi spicca uno dei monumenti che fu maggiormente segnato dai bombardamenti, il Neues Museum edificato tra il 1841 ed il 1859 secondo il progetto dell’architetto Friedrich August Stüler.

Tra il 2003 ed il 2009 il museo è stato ristrutturato e ricostruito grazie al progetto vincitore del concorso internazionale d’architettura indetto per l’occasione, firmato dall’architetto David Chipperfield . Il progetto mirava a ribadire uno standard di ricostruzione compatibile anche con i principi base della Carta di Venezia, secondo la quale il restauro deve restare un caso eccezionale. Davanti alle ipotesi occorre arrestarsi ed il completamento se necessario, dovrà recare testimonianza della propria epoca. L’intervento dell’architetto inglese, ha quindi portato alla ricostruzione dei volumi seguendo un layout simile all’originale, ma permettendo al contempo di distinguere i nuovi elementi attraverso la variazione di materiali e superfici. L’opera di Chipperfield, ha ottenuto riconoscimenti da tutto il mondo, ma è pure stata criticata da detrattori che avrebbero prediletto un approccio più fedele al disegno originale del XIX secolo. Tuttavia, come spiegato dal progettista, i segni non sono delle cicatrici, ma rappresentano la memoria storica dell’edificio.

Le opere dell’antico Egitto conservate nel museo ed in particolare quella del celebre busto della Regina Nefertiti, si sono preservati nell’arco di millenni. Trovano oggi una collocazione perfetta per ricordarne la loro estrema fragilità. La nuova casa della collezione, ha il compito di conservarla e tramandarla alle generazioni future quale testimonianza del passato, in un edificio che ha conosciuto la distruzione nell’arco di due soli secoli.

Il cosiddetto restauro è la peggiore delle distruzioni. (John Ruskin)