08 / 07
2013

L'ombrello

di Andrea Scotti


Beatles ’65

Oggigiorno è un’oggetto di uso comune ed è difficile immaginarsi l’ombrello come un accessorio “mitico”.
Nell’antica Cina ad esempio, permetteva di distinguere i diversi ranghi sociali destinando questo utensile ai sacerdoti di alto grado, anche in Atene l’ombrello bianco era portato dal sacerdote di Posidone e dalla sacerdotessa di Atena. In seguito nella Londra di fine ottocento, l’ombrello diventò oggetto di lusso e seduzione che sfoggiavano unicamente le donne altolocate, in quegli anni si narra addirittura di un uomo di nome Jonas Hanway, che per trasgredire dagli usi comuni attraversò le strade di Londra con un ombrello in mano, suscitando l’ilarità di tutti i passanti.

È un oggetto di estrema semplicità rimasto intatto fino ai giorni nostri ed è composto da un bastone la cui estremità funge da impugnatura e da un’armatura di stecche coperte normalmente da un tessuto leggero. Le componenti dell’ombrello hanno tutte una giustificazione, non ci sono parte superflue dando così forma a un’oggetto di estrema purezza. Nel’utilizzo dell’ombrello è racchiuso un gesto primordiale, come usciti dalle caverne gli uomini costruirono per proteggersi le prime tende.

Una Casa: un riparo contro il caldo, il freddo, la pioggia, gli indiscreti…
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