09 / 09
2013

Ristrutturare l'oscurità

di Mattia Tami

Video: Alessandro Della Bella

Inquinamento, basta questa parola e subito il nostro pensiero corre all’effetto serra, all’emissione di gas nocivi, allo smaltimento dei rifiuti più o meno tossici. Eppure da qualche tempo, dobbiamo far fronte ad altri tipi di inquinamento, dovuti in gran parte alla densità abitativa. Ecco quindi comparire l’inquinamento fonico, quello elettromagnetico e quello luminoso.
La luce si sa è fondamentale nella vita dell’uomo, eppure la notte per antonomasia ne è priva o quasi, il chiarore della luna e quello delle stelle, sono state le uniche fonti luminose che ancora fino a pochi secoli fa avvolgevano il nostro pianeta.
L’uomo, che dell’ignoto ha sempre avuto paura, ha cercato di trovare rimedio all’oscurità, dapprima con torce e candele, poi in tempi più moderni con le capacità accresciute dalla scoperta dell’elettricità e dalla tecnologia, è riuscito ad avere il controllo quasi totale anche sulla luce. L’elettrificazione, ha rappresentato per molti anni un sinonimo di modernità e progresso. Tuttavia, questo processo oltre che rappresentare uno spreco energetico, viene oggi sempre più spesso visto come elemento di disturbo. L’illuminazione eccessiva non permette più di avere piena percezione della natura che ci sta attorno e la visione di un cielo stellato è divenuta quasi un’utopia nei centri urbanizzati.
Oggi l’uomo ha probabilmente iniziato il processo inverso e grazie ad un’accresciuta sensibilità tenta di porre rimedio al problema. Come spesso é accaduto nella storia, siamo costretti a spendere infinite risorse per risolvere un problema generato da noi stessi.

Non avessi visto il Sole/ Avrei sopportato l’oscurità/ Ma la Luce un rinnovato Deserto/ Del mio Deserto ha fatto Emily Dickinson, Non avessi visto il Sole